La Dakar 2014 del team PanDAKAR

Posted on Gen 21, 2014

Fatica, stanchezza, lavoro duro e mai un momento di sconforto: per riassumere in breve cosa sia stata la Dakar 2014 per la Panda e gli uomini del team PanDAKAR potrebbero bastare queste parole. L’obiettivo comune: arrivare. Arrivare alla fine, vedere Valparaiso, senza badare al ranking. Il sogno è finito alla tappa undici, a un soffio dal gran finale, mescolando in un unico calderone amarezza per l’occasione persa e soddisfazione per un traguardo mai raggiunto prima, due sentimenti quasi impossibili da scindere, almeno non adesso che il ricordo è ancora fresco. Le prime tappe della Dakar 2014 Alto il morale, Panda grintosa, un fratello importante come il Daily 4×4 Iveco che accompagna un team di assistenza di quelli che ci puoi mettere la mano sul fuoco. È partita così l’avventura di PanDAKAR a Rosario e subito la Dakar 2014 ha svelato il suo vero volto di impresa durissima e sfinente. Smaltita la prima tappa infatti ecco arrivare le difficoltà, con una seconda tappa affrontata parzialmente al buio e con l’arrivo al bivacco a tarda notte, uno schema che si sarebbe ripetuto più volte nel corso della gara fino a far diventare la Dakar della Panda una sorta di lunghissima gara non stop. La Dakar 2014 ha presentato in fretta il conto a molti dei partecipanti, anche ai team più blasonati e a piloti di indubbia esperienza, tanto che la maggior parte dei ritiri è avvenuta prima del giorno di riposo a Salta. La Panda, con Giulio e Antonio a bordo, è arrivata decisa fino a metà gara nonostante le difficoltà delle speciali e infine anche l’incontro poco piacevole – e sportivamente quanto meno scorretto – con un camion, uno speronamento che ha causato danni evidenti alla carrozzeria e qualche problema meccanico. Poi è arrivato il giorno di riposo molto atteso, purtroppo sotto il diluvio. Ma chi può fermare Dario e Luca? Di certo non la pioggia, e infatti la Panda è arrivata a fine giornata ricondizionata e pronta a ripartire. Il Cile, e la fine dell’avventura di PanDAKAR Le notizie in Italia sono sempre arrivate dal bivacco, da Simon, il Direttore Sportivo più infaticabile del mondo che alla guida del fedele Daily ha seguito e aspettato tutti i giorni la Panda. L’ultimo giorno anche Simon ha dovuto arrendersi e scrivere via mail la parola che non avrebbe mai voluto scrivere in anticipo: fine. In breve, quel che è successo in Cile è che tutti hanno smesso di dormire – Giulio e Antonio per primi – spesso anche di mangiare, mai di tenere duro e di crederci, e sperare, e lavorare durissimo. Ma le difficoltà incontrate durante le tappe hanno dilatato i tempi di gara al punto da annullare le soste ai bivacchi tra una tappa e l’altra, costringendo i piloti a 60 ore di guida ininterrotta e l’assistenza tecnica a ridurre sotto il minimo necessario gli interventi tecnici. E così...

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Dakar 2014, tappa 11: un’avventura in forse

Posted on Gen 17, 2014

Basta poco per abituarsi a qualcosa di nuovo e ormai tutti, lettori compresi, sanno che per sapere qualcosa della Panda e della sua avventura sudamericana alla Dakar 2014 bisogna imporsi una calma zen e aspettare che dal buio della notte emerga qualche informazione. Per il momento – sono le 11:30 del mattino in Italia, in Cile le 7:30 – l’unica notizia è che la Panda è ferma nel deserto. Il che, come immaginerete, desta qualcosa di più di un semplice sospetto. Come sempre, però, attendiamo notizie ufficiali che condivideremo qui sul blog e subito sulla pagina Facebook di PanDAKAR non appena...

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Dakar 2014, tappa 10: la PanDAKAR avanti con tenacia e fiducia

Posted on Gen 16, 2014

Dopo la tappa al cardiopalma che ha portato la PanDAKAR a Iquique le emozioni non sono finite. Sembra invece quasi finita la forza fisica per gli uomini del team – che davvero hanno smesso di dormire e di mangiare per seguire e portare la Panda sempre più avanti – mentre la forza di volontà è sempre al solito, altissimo livello. Ecco dunque un nuovo giorno, e una nuova tappa, la decima, da Iquique ad Antofagasta. Il team decide gli interventi tecnici paralleli alla gara per salvaguardare il più possibile il proseguimento dell’avventura e vedere la Panda all’arrivo di tappa ogni sera, notte o mattino del giorno successivo. Simon, Luca e Dario a metà mattinata partono per recuperare delle gomme per la Panda e hanno l’occasione di vedere quanto la piccola 4×4 – il “coche” italiano, come viene chiamata dai locali – sia diventata famosa: l’accoglienza per il team è infatti molto più che calorosa, quella che si riserva a chi sta davvero compiendo un’impresa. Il Daily riparte per Antofagasta: Simon guida e pensa alla fatica di Giulio e Antonio e a quella di tutto il team PanDAKAR che ci sta mettendo cuore, anima, competenza e tutte le forze fisiche a disposizione. Dario e Luca dormono, esausti: le notti di lavoro stanno chiedendo il conto. All’arrivo ad Antofagasta le notizie non sono confortanti, la Panda è ferma prima del CP1. Corsa di Simon al Servizio Concorrenti per saperne di più e sorpresa: la Panda si muove. Si ricomincia a sperare ma senza riuscire a dissipare l’ansia dominante, non c’è conforto nemmeno nell’ascoltare le parole del Direttore di Gara che durante il briefing definisce “facile” l’undicesima tappa. Facile è un aggettivo che forse nessuno del team userebbe per raccontare un qualsiasi dettaglio di questa Dakar 2014. Arriva la sera, poi la notte. L’attesa è ormai un’abitudine e questa volta si fa davvero lunghissima: la Panda arriva a pochi minuti dalla ripartenza, provata insieme ai suoi piloti da una notte di lotta con le dune. Non c’è tempo, solo una manciata di minuti per i controlli e la sostituzione del filtro dell’aria e poi via, partenza a spron battuto verso El Salvador. Cosa attende la Panda nell’undicesima tappa? Un avversario minaccioso chiamato deserto di Atacama e le temibili Dune di Copiapo che fanno di questa tappa probabilmente il punto di svolta della Dakar 2014. La luce è un po’ più grande, ma il tunnel ancora...

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L’emozione di una tappa infinita: la PanDAKAR da Calama a Iquique

Posted on Gen 15, 2014

Sono le nove e mezza del mattino di un martedì non qualsiasi alla Dakar 2014. La Panda e i camion del Team PanDAKAR lasciano il bivacco riposati e pronti ad affrontare la speciale ritenuta da molti impegnativa e stressante per i veicoli. Si sa già che troveranno tratti sassosi, fiumi da attraversare ma soprattutto le dune e il fesh-fesh, nemico pericoloso e talvolta incubo per i piloti. Cos’è il fesh-fesh? È una polvere di sabbia finissima che appena toccata dalle ruote si solleva in sospensione nell’aria e crea una vera e propria nube che rende invisibile tutto ciò che avvolge. Una polvere così inconsistente che spesso è in grado anche di nascondere trappole pericolosissime per le ruote dei veicoli come pietre aguzze e talvolta anche dei piccoli crepacci dove pneumatici e sospensioni possono venire colpiti e danneggiati seriamente. Ecco una delle maggiori insidie del deserto di Atacama che da oggi sarà protagonista della Dakar 2014 e che metterà una volta di pià alla prova la Pandakar e i suoi piloti. Giornata di routine per il Daily e per il Trakker: circa 400 chilometri di asfalto infuocato nel deserto di Atacama ai piedi delle montagne protagoniste della speciale di oggi. È sera quando il team arriva a Iquique, splendida cittadina balneare sulle rive dell’Oceano Pacifico. Dal bivacco gli occhi si posano subito sull’ultima discesa che segna l’arrivo della speciale: è bellissima ma incute anche timore con il suo 30 per cento di pendenza e la lunghezza considerevole che la rendono l’arrivo più lungo ed emozionante della Dakar 2014. Simon, Dario, Luca, Ale e Max attendono in silenzio: aspettano, meditano, sperano o forse pregano. La Panda suscita queste sensazioni, queste emozioni: mancano quattro giorni, manca una vita. Trascorrono le ore nella notte ma nulla accade, nessun segnale, la Panda non si vede. Un po’ di riposo dove capita, appoggiati a una gomma per terra, su una sedia, così fino all’alba. Un pensiero si trasforma in mormorìo: non arrivano più. Lo sconforto si fa largo e poi verso le sette spunta un camion, quello di Marino e Beppe che con poche parole molto amare informa che la Panda è rimasta sulle dune senza trasmissione. Silenzio, non c’è spazio nemmeno per le imprecazioni. Ognuno è solo con se stesso mentre guarda i compagni senza parlare. Minuti lunghi, eterni. Uno squillo del telefono rompe il silenzio di tomba, dall’altra parte la voce di Giulio: “Ma dove siete? Noi siamo al bivacco!” Urla di gioia e recupero immediato della Panda. È un miracolo? Ne ha tutta l’aria. Luca, Dario, Ale e Max sono al lavoro sulla Panda, ci sono pochi minuti per tentare di rimetterla a posto per ripartire. Giulio abbraccia tutti, spunta una lacrima di emozione e di stanchezza ma non di rassegnazione. Un lungo abbraccio tra lui e Simon suggella la fine di questa lunga tappa mentre si aspetta che i ragazzi compiano l’impossibile....

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Dakar 2014, tappa 9. Difficoltà e dubbi: si partirà per la decima?

Posted on Gen 15, 2014

Come in ogni avventura che si rispetti ci sono momenti in cui tutto funziona e momenti in cui niente sembra girare. Le ultime ventiquattro ore appartengono al secondo tipo: una tappa che si prevede impegnativa, qualche difficoltà di comunicazione tra team tecnico e team che in Italia aspetta gli aggiornamenti – un tablet che non può comunicare, più il sito ufficiale che non collabora – e il gioco è fatto: buio sulla Panda per qualche ora che però sembra un’eternità. E quindi si aspetta, si aggiorna freneticamente la pagina del sito ufficiale, si guardano i cellulari ogni venti secondi, ci si scambia qualche sms prudente: cosa starà succedendo? Poi, finalmente, in Italia squilla un cellulare: è Giulio! Appena arrivato al bivacco racconta in due secondi: “Due problemi ai semiassi, gli ultimi 80 chilometri di dune percorse nella notte più un po’ di problemi al motore che faceva le bizze. Questa tappa ci ha presentato un conto davvero inaspettato.” Al momento le notizie sono scarne ma essenziali: la PanDAKAR è partita per la decima tappa, la luce in fondo al tunnel è un po’ meno fioca di qualche ora...

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