Come nasce una PanDAKAR: il lavoro e la passione di Cap360 motorsport

Posted on Dic 14, 2013 |

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Lui è Dario Mondellini. Il suo lavoro? Preparare, sviluppare e revisionare motori da competizione. Nel 2012 la svolta – fare solo motori a Dario non basta più  – e nuovi progetti con cui misurarsi: nasce Cap360 motorsport e la prima scommessa è Pandakar. Dario è determinato, e nel suo capannone di 450 metri quadri a Parabiago, periferia Ovest di Milano, è pronto a trasformare la Panda in una vettura divertente da guidare e in grado di portare a termine la Dakar.

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Preparare, modificare, sviluppare e assistere vetture da competizione, dalla meccanica alla carrozzeria, dalla trasmissione all’impianto elettrico: fare tutto in casa è la filosofia e l’obiettivo di Dario. Quando questo non è possibile scatta il piano “kilometro zero”, una cerchia ristretta di collaboratori fidati e specializzati per poter garantire quello che più conta, ovvero la qualità assoluta del prodotto finale.

Accanto a Dario c’è Luca, che non partecipa attivamente al progetto ma per passione condivide volentieri la sua esperienza e il suo sapere con consigli e pareri sulle scelte fatte. Quale sarà, se ci sarà, un futuro in Cap360 motorsport sarà forse il 2014 a svelarlo.

Alla Cap360 Motorsport si lavora su tutti i fronti, dalla preparazione e revisione dei motori da competizione – “il primo amore non si scorda mai” è il commento di Dario – alla costruzione di particolari ricavati dal pieno con macchine utensili e in carpenteria, fino alla progettazione di particolari speciali e a completi e complessi sistemi di sospensioni: accanto alle vecchie passioni, però, oggi Dario si occupa anche della preparazione di fuoristrada per viaggi a medio e lungo raggio e di restauro di auto e moto d’epoca.


Soddisfatti? Non è finita qui: per gli appassionati di dettagli tecnici, ecco l’elenco delle modifiche principali apportate alla Panda:

  • Utilizzo del motore 16v per avere la potenza necessaria a superare qualunque ostacolo, montato 40mm rialzato rispetto all’8v montato in precedenza. Questa modifica ha dato seguito al praticamente tutte le altre;
  • Motore 1,9 16v con collettore e turbina della nuova versione 2.0 multijet;
  • Montaggio gruppo motore/cambio 40mm più in alto rispetto al 1,9 8v montato in precedenza: da qui la scelta obbligata di rifare completamente la traversa anteriore perché la PTU rialzata non ci stava;
  • Frizione rinforzata da 200mm a 6 petali in rame;
  • Traversa anteriore in tubolare di Nickel-Cromo progettata da zero, con attacchi rialzati e attacchi bracci sospensioni modificati;
  • Sospensioni anteriori rifatte per allargare la carreggiata e spostare il passo in avanti di 25mm, bracci in tubolare fazzolettato e lamierato in Nickel-cromo montato completamente su uniball;
  • Montanti anteriori ricavanti dal pieno in 39ncd5 rinforzati e modificati per alloggiare cuscinetto ruota maggiorato (ora uguale per le 4 ruote) e mozzo ruota dedicato
  • scatola guida di derivazione Fiat con corsa accorciata (51mm/giro invece di 48mm/giro) con tiranti sterzo di maggior diametro e testine ricavate dal pieno in 39ncd5 con uniball;
  • Radiatore acqua maggiorato con doppia ventola di maggior diametro (una soffiante, una aspirante), radiatore olio maggiorato, radiatore gasolio e intercooler, tutti dedicati;
  • Impianto elettrico in cavo d’argento di tipo racing, eliminato body computer, fusibiliera e scatola relais in abitacolo ridotta al minimo indispensabile, fusibili riarmabili, fari xenon e supplementari a led, motore sterzo elettrico modificato e riprogrammato, indicatore livello gasolio;
  • Cruscotto ridotto per maggiore abitabilità, eliminato riscaldamento a favore di una ventola interna elettrica (ktm);
  • Cassa ptu ricavata dal pieno in ergal e rinforzata, ingranaggi modificati nel rapporto per permettere di far girare uguali ruote anteriori e posteriori;
  • Albero di trasmissione modificato nella parte posteriore con giunto cardanico
  • differenziale posteriore after Market realizzato ad hoc;
  • Giunti esterni semiassi maggiorati uguali per le 4 ruote;
  • Giunti interni anteriori non più a tripode ma di tipo omocinetico;
  • Semiassi fatti su misura;
  • Sospensione posteriore modificata mantenendo sempre il braccio oscillante ma molto rinforzata, che permettesse un allargamento di carreggiata oltre ad aumento di passo, e l’alloggiamento di cuscinetti ruota e giunti maggiorati;
  • Freni potenziati al posteriore, ora dischi e pinze uguali sulle 4 ruote;
  • Ruote maggiorate 215\80 r15 carico pesante;
  • Carrozzeria rifatta gran parte in vetroresina per adeguarsi all’allargamento di carreggiata e aumento di passo, portellone modificato con gobbe per alloggiare ruote di scorta maggiorate.
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