Stage 2: la sfida delle dune di Nihuil
È stata dura, ma siamo arrivati. Il tratto di dune di Nihuil è stato davvero duro.
Le ricognizioni effettuate tre giorni prima dalle auto degli organizzatori prevedevano sabbia dura per le piogge cadute nei giorni precedenti. Con tre giorni di sole la sabbia invece è asciugata al punto di intrappolare molti equipaggi che, ad ora, non sono ancora giunti al bivacco.
Ma ora andiamo, che la terza tappa è già lì che aspetta.
Dakar, prima tappa, la PanDAKAR c’è
Partiti. Una folla oceanica, a dir poco esuberante ci accompagna fuori Rosario. Sappiamo che già questa prima tappa della Dakar sarà lunga, dura e selettiva. In più fa caldissimo, un caldo che sfianca.

Il viaggio delle assistenze fila via liscio: siamo determinati a fare tutto al meglio e quando arrivisiamo al bivacco di San Luis – dentro un vero e proprio autodromo – installiamo subito il nostro punto di assistenza alla PanDAKAR.
La Panda entra in speciale con grinta e determinazione e affronta un percorso duro – 800 chilometri – sebbene sassoso e non acora sabbioso.

Il percorso è molto stretto con pietre e ghiaia, è una tappa in cui prendere le misure con la Panda. Si registra un ottimo collaudo delle sospensioni – con spavento in occasione di qualche decollo su diversi dossi – e una gomma forata verso la fine della speciale.
Il risultato finale è un confortante 99° posto assoluto davanti a parecchie altre auto. Ci sono già alcuni ritiri, segno che la gara è dura e non dà tregua a nessuno.
Giulio e Antonio giunti al bivacco sono stanchi, molto provati dal caldo, ma soddisfatti dopo questa giornata davvero lunghissima.
Countdown: -1 alla Dakar
Giornata finale per i preparativi. Un po’ di attesa ansiosa, ultimo carico di ricambi e borse sui camion. Briefing serio e deciso tra di noi. Una cosa è certa: siamo una vera squadra.
Ore 13: corriamo verso il briefing per i concorrenti. Ci sediamo in mezzo al “popolo della Dakar” e sentiamo, capiamo che sentimenti ed emozioni provoca a tutti, nessuno escluso, questa gara. Il boss Etienne Lavigne apre dicendo la Dakar non è una gara, è la gara. Che brividi, ragazzi. Seguono filmati coinvolgenti e direttive ben precise per tutti noi che pendiamo dalle labbra di Etienne Lavigne e David Castera, alias i signori Dakar.
Il tempo scorre veloce e finito il briefing tutti di corsa alla cerimonia del podio. Giulio e Antonio infilano le tute, saranno i primi delle auto e ancora una volta scorrono potenti le emozioni e i brividi quando appare la PanDAKAR e la folla ci accoglie con un vero e proprio boato.

La PanDAKAR è protagonista fin dal l’inizio. Giulio è emozionato e risponde alle domande dello speaker: chissà cosa passa nella sua mente in questo momento, dopo mesi e mesi di preparazione, attesa e grandi sacrifici. Dario e Luca come ombre che non ti lasciano mai sono sempre in zona, vicino alla loro amata PAnDAKAR. Simon – da esperto direttore sportivo qual è – si occipa della logistica ma non è meno emozionato degli altri per il via imminente. Loris, Paolo, Marino, Beppe ed Eleonora in serata sono anche loro sul camion per una emozionante passerella, lì dove molti vorrebbero essere e pochi, pochissimi, ci riescono. Siamo gli impavidi della Dakar!


