Posted on Gen 15, 2014
Sono le nove e mezza del mattino di un martedì non qualsiasi alla Dakar 2014. La Panda e i camion del Team PanDAKAR lasciano il bivacco riposati e pronti ad affrontare la speciale ritenuta da molti impegnativa e stressante per i veicoli. Si sa già che troveranno tratti sassosi, fiumi da attraversare ma soprattutto le dune e il fesh-fesh, nemico pericoloso e talvolta incubo per i piloti. Cos’è il fesh-fesh? È una polvere di sabbia finissima che appena toccata dalle ruote si solleva in sospensione nell’aria e crea una vera e propria nube che rende invisibile tutto ciò che avvolge. Una polvere così inconsistente che spesso è in grado anche di nascondere trappole pericolosissime per le ruote dei veicoli come pietre aguzze e talvolta anche dei piccoli crepacci dove pneumatici e sospensioni possono venire colpiti e danneggiati seriamente. Ecco una delle maggiori insidie del deserto di Atacama che da oggi sarà protagonista della Dakar 2014 e che metterà una volta di pià alla prova la Pandakar e i suoi piloti. Giornata di routine per il Daily e per il Trakker: circa 400 chilometri di asfalto infuocato nel deserto di Atacama ai piedi delle montagne protagoniste della speciale di oggi. È sera quando il team arriva a Iquique, splendida cittadina balneare sulle rive dell’Oceano Pacifico. Dal bivacco gli occhi si posano subito sull’ultima discesa che segna l’arrivo della speciale: è bellissima ma incute anche timore con il suo 30 per cento di pendenza e la lunghezza considerevole che la rendono l’arrivo più lungo ed emozionante della Dakar 2014. Simon, Dario, Luca, Ale e Max attendono in silenzio: aspettano, meditano, sperano o forse pregano. La Panda suscita queste sensazioni, queste emozioni: mancano quattro giorni, manca una vita. Trascorrono le ore nella notte ma nulla accade, nessun segnale, la Panda non si vede. Un po’ di riposo dove capita, appoggiati a una gomma per terra, su una sedia, così fino all’alba. Un pensiero si trasforma in mormorìo: non arrivano più. Lo sconforto si fa largo e poi verso le sette spunta un camion, quello di Marino e Beppe che con poche parole molto amare informa che la Panda è rimasta sulle dune senza trasmissione. Silenzio, non c’è spazio nemmeno per le imprecazioni. Ognuno è solo con se stesso mentre guarda i compagni senza parlare. Minuti lunghi, eterni. Uno squillo del telefono rompe il silenzio di tomba, dall’altra parte la voce di Giulio: “Ma dove siete? Noi siamo al bivacco!” Urla di gioia e recupero immediato della Panda. È un miracolo? Ne ha tutta l’aria. Luca, Dario, Ale e Max sono al lavoro sulla Panda, ci sono pochi minuti per tentare di rimetterla a posto per ripartire. Giulio abbraccia tutti, spunta una lacrima di emozione e di stanchezza ma non di rassegnazione. Un lungo abbraccio tra lui e Simon suggella la fine di questa lunga tappa mentre si aspetta che i ragazzi compiano l’impossibile....
Read More »
Posted on Gen 15, 2014
Come in ogni avventura che si rispetti ci sono momenti in cui tutto funziona e momenti in cui niente sembra girare. Le ultime ventiquattro ore appartengono al secondo tipo: una tappa che si prevede impegnativa, qualche difficoltà di comunicazione tra team tecnico e team che in Italia aspetta gli aggiornamenti – un tablet che non può comunicare, più il sito ufficiale che non collabora – e il gioco è fatto: buio sulla Panda per qualche ora che però sembra un’eternità. E quindi si aspetta, si aggiorna freneticamente la pagina del sito ufficiale, si guardano i cellulari ogni venti secondi, ci si scambia qualche sms prudente: cosa starà succedendo? Poi, finalmente, in Italia squilla un cellulare: è Giulio! Appena arrivato al bivacco racconta in due secondi: “Due problemi ai semiassi, gli ultimi 80 chilometri di dune percorse nella notte più un po’ di problemi al motore che faceva le bizze. Questa tappa ci ha presentato un conto davvero inaspettato.” Al momento le notizie sono scarne ma essenziali: la PanDAKAR è partita per la decima tappa, la luce in fondo al tunnel è un po’ meno fioca di qualche ora...
Read More »
Posted on Gen 14, 2014
Riassunto dell’ottava tappa in due parole: tantissimi chilometri. La Speciale per i concorrenti inizia dopo 400 chilometri di trasferimento verso il Cile, mentre le assistenze devono percorrere 600 chilometri che comprendono anche il passo di Jama che porta in Cile. La Panda scappa dal bivacco di Salta al mattino presto, subito dopo le sei, verso un’altra giornata di fatica e di passione. Anche il Daily e il Trakker lasciano tempestivamente il bivacco per il lungo trasferimento che toccherà le Ande e li porterà a quota 4500 metri sul livello del mare. Il briefing ha dato notizie confortanti e tutto il team parte fiducioso. È da un viaggio come questo che si capisce una volta di più perché la Dakar sia una gara unica, oltre che un’impresa faticosa: raggiungendo le Salinas Grandes sui passi andini per valicare il confine tra Argentina e Cile si incontrano paesaggi di rara bellezza selvaggia, capaci di dare conforto e sollievo dalle grandi fatiche di questi giorni di gara. Il deserto arido e i corsi d’acqua che improvvisamente si svelano sono visioni che riempiono gli occhi di bellezza e lasciano letteralmente estasiati. Il team di assistenza però non può distrarsi troppo: il viaggio prosegue, l’attenzione sempre rivolta agli informatori sull’andamento della speciale per la Panda e per i camion che la seguono silenziosi e indispensabili. Salire su questi picchi significa affrontare strade e piste che sembrano scale, talvolta molto ripide e impegnative. Quasi al culmine di una di queste piste il Daily soccorre il suo fratellino in panne del team De Rooy. La Dakar è anche questo, i momenti di solidarietà, momenti topici e significativi che trasformano una gara in un evento unico nel suo genere. Si riparte, e in poche ecco il bivacco di Calama, in Cile, dove una sorpresa piacevolissima attende l’assistenza: la Panda è già arrivata! Anche oggi la PanDAKAR ha portato a termine la sua missione, anche se Giulio chiosa: “Non è stato facile oggi: ho preso un colpo sull’anteriore sinistro e rovinato il paraurti. Per noi è sempre difficile perché il passaggio di molti concorrenti prima di noi danneggia irreparabilmente la pista e ci rende la vita molto dura”. Ma la Panda continua a stupire e a far sognare tutti. Simon a sera raduna gli equipaggi, si decide la strategia del giorno seguente in base alle informazioni raccolte pochi minuti prima al briefing. L’avventura continua, il team PanDAKAR non si arrende: oggi l’attende la nona tappa, e il deserto pieno di Atacama verso Iquique. L’azzurro del mare farà la sua comparsa oggi per la prima volta. Iquique è una delle tappe classiche della Dakar in Cile e il bivacco è proprio a pochi passi dal mare, che si intravede sullo sfondo dei tendoni. L’arrivo al bivacco, al traguardo, è uno dei più suggestivi dell’intera competizione. In più, quest’anno c’è una novità. In passato i veicoli in gara scendevano da una...
Read More »
Posted on Gen 13, 2014
Quella di ieri è stata un’ottima tappa. La Panda è arrivata al bivacco molto, molto infangata, segno di un percorso duro che, come immaginavamo dopo la pioggia di due giorni fa, è stato compromesso dal fango. La Panda ha fatto un lavoro ottimo ed è subito finita nelle mani dei meccanici perché comunque la tappa ha portato con sé un problema di semiasse – il sinistro, che è uscito ma è stato subito riparato – un perdita di olio dal cambio e due gomme forate. In sostanza, tappa impegantiva nonostante l’organizzazione della gara sostenesse il contrario. L’alta quota non ha ha compromesso il rendimento del motore: il 1.9 Turbodiesel della PanDAKAR lavora bene, spinge e non decade mai. Una giornata come questa è una vera iniezione di fiducia: il team ha bisogno proprio di questo, di fare il pieno di consapevolezza e fiducia nei propri mezzi e uomini per affrontare le tappe dure che verranno, come quella nel deserto di Atacama che li aspetta nei prossimi giorni in Cile. Oggi si riparte presto, destinazione passi andini e verso la frontiera che poterà il team PanDAKAR in Cile. La Panda va. Eccome se...
Read More »
Posted on Gen 12, 2014
In una parola: rinfrescati. Il team PanDAKAR è rinfrescato dalla stanchezza e dal caldo, grazie alla giornata di riposo e a una notte bagnata dalla pioggia. La Panda ha subito alcuni macro interventi di ripristino rivolti alla frizione, che è stata cambiata, e alle sospensioni. Anche i camion hanno beneficiato di un trattamento di ricondizionamento. Anche l’occhio vuole la sua parte, come si dice, e la visione dei piloti con le tute pulite, gli occhi riposati e l’animo già rivolto alla battaglia che sta per ricominciare è senza dubbio suggestiva. Quanto al meteo, il tempo è instabile e tendenzialmente piovoso, il che lascia pensare a un percorso parzialmente condizionato dala pioggia di ieri e stanotte. Il team di assistenza resta al bivacco di Salta per completare le operazioni doganali visto il passaggio in Cile che avverrà domani e attende il pomeriggio per il rientro della...
Read More »